Dott.ssa Martina Corda

La salute psicologica parte dai tuoi legami. Consulenza clinica individuale, di coppia e familiare con approccio sistemico-relazionale.

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Mi presento

Supporto minori, adulti/e, coppie e famiglie nella costruzione di percorsi di vita dignitosi, muovendomi tra i luoghi della cura, dell’educazione e della crescita professionale.

Credo che chiunque abbia avuto il privilegio di formarsi come psicologo/a abbia il dovere di non lasciare indietro nessuno/a.

Ho scelto di dedicare una parte centrale del mio lavoro a coloro che sentono di vivere difficoltà legate al rapporto con il cibo e con l’immagine corporea.

Attraverso il mio percorso di specializzazione in psicoterapia (attualmente in formazione) e un master specifico sui DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare), offro percorsi personalizzati per chi vive il cibo, il peso o il controllo del corpo come una dimensione della propria vita che occupa troppo spazio.

C’è un filo invisibile che lega tutto: la preoccupazione per lo spazio che occupa il tuo corpo riflette lo spazio che questo pensiero occupa nella tua mente. E tutto questo, in fondo, parla di un altro spazio: quello che senti di avere il diritto di occupare nelle tue relazioni e nella tua vita.

Il mio approccio

Seguo l’approccio Sistemico-Relazionale, dove il sintomo è un messaggio: un segnale che esprime sia un disagio (non solo tuo), sia una possibilità di cambiamento. Leggo perciò il tuo disagio come segnale di un disequilibrio nelle tue relazioni, rivolgendo la mia attenzione verso la funzione che tendi ad assumere.

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Dove lavoro

Online

Colloqui video comodi e flessibili, ovunque ti trovi, per iniziare il tuo percorso di cambiamento direttamente da casa.

In Studio

Uno spazio d’ascolto accogliente, sicuro e neutrale dove esplorare le tue relazioni e ritrovare il benessere.

A Domicilio

Interventi terapeutici nel tuo ambiente quotidiano, ideale per osservare e sostenere le dinamiche familiari nel loro contesto reale.


Percorsi Clinici

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Per il singolo

Attraverso l’approccio sistemico, esploriamo i tuoi vissuti, l’ansia o i momenti di blocco non come problemi isolati, ma alla luce della tua storia e delle tue relazioni.

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Per la coppia

Insieme, guardiamo alle dinamiche della relazione per comprendere i nodi che bloccano la coppia, promuovendo il benessere di entrambi i partner.

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Per la famiglia

Questo percorso accoglie il nucleo per dare voce ai bisogni di ognuno, favorire la comprensione reciproca e ricostruire un nuovo equilibrio.

Non devi decidere adesso quale sia la strada giusta per te.

Nel nostro primo incontro valuteremo insieme la tua/la vostra storia e capiremo quale percorso risponda meglio ai tuoi/vostri bisogni e al tuo/vostro momento di vita.

Disturbi alimentari

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Da domani io non sgarro più

Binge Eating

Lo dici a te stessa/o la sera nel letto, con lo stomaco che fa male, gli incarti nascosti e il senso di colpa che non ti fa dormire. Ti addormenti sperando che il giorno dopo un inizio perfetto cancelli l’abbuffata di oggi, ma la fame che senti non si spegne con i divieti.

Rompere il ciclo significa smettere di rimandare a domani e trovare un modo diverso di stare bene oggi.

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“Ormai è andata”

Bulimia

Ti basta un morso fuori programma per decidere che la giornata è rovinata, che tanto vale mangiare tutto quello che trovi e poi correre in bagno, o chiuderti in palestra, a cancellare l’errore. Ma questa rincorsa continua consuma il tuo tempo, le tue energie e ti toglie il respiro.

Rompere il ciclo significa poterti finalmente fermare, senza dover più rimediare a niente.

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“La fame fa male solo all’inizio”

Anoressia

Quando lo stomaco vuoto e la leggerezza fisica diventano l’unica cosa che ti fa sentire al sicuro durante la giornata. Ti muovi continuamente e scarti gli inviti a cena per non perdere questo controllo, finché il pensiero del cibo non diventa un rumore fisso nella testa che ti isola da tutti.

Rompere il ciclo significa smettere di rimpicciolirti e ricominciare a vivere le tue giornate per intero.

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“Da domani raddoppio i macro e i carichi”

Vigoressia

Se salti un allenamento, se mangi fuori orario o se non rispetti la scheda al milligrammo ti senti subito gonfio, molle, come se avessi perso mesi di lavoro in un attimo. La tua giornata gira tutta intorno a contenitori di plastica, bilancini, scadenze dei pasti e ore passate a spingere in palestra anche quando il corpo ti chiede solo di riposare.

Rompere il ciclo significa smettere di usare gli allenamenti come una punizione e ridare spazio alla tua vita fuori dalla sala pesi.

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“Da domani ricomincio a mangiare clean”

Ortoressia

Passi le ore a leggere le etichette al supermercato, a controllare la provenienza di ogni ingrediente e a scartare tutto ciò che ritieni tossico, grasso o industriale. Quello che era nato come uno stile di vita sano è diventato una trappola che ti fa rifiutare un pranzo in famiglia, un’uscita con gli amici o un aperitivo per il terrore di contaminare il corpo.

Rompere il ciclo significa liberare la mente dall’ossessione del piatto perfetto e tornare a sederti a tavola senza paura.

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“Se ne accorgeranno tutti”

Dismorfia

NNon importa quante ore passi a controllarti nei vetri delle auto, a toccarti la pelle o a sistemarti i vestiti davanti allo specchio: ti vedi sempre enorme, asimmetrica o sbagliata. Esci di casa con l’ansia che gli occhi di chiunque siano puntati proprio su quella parte del corpo che odi e che cerchi disperatamente di coprire con abiti larghi.

Rompere il ciclo significa fare pace con l’immagine riflessa e smettere di nasconderti dal mondo.

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“Non dovrei mangiarlo, ma…”

Pica

Succede di nascosto, nella tua stanza, quando l’impulso di mandare giù qualcosa che cibo non è – come ghiaccio, carta, gesso o stoffa – diventa troppo forte per essere fermato. Subito dopo scattano la paura di esserti fatta/o del male e il bisogno di nascondere ogni traccia per la vergogna.

Rompere il ciclo significa buttare giù questo muro di segreti e poterne finalmente parlare con qualcuno.

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“Questa settimana digiuno, la prossima chissà.”

Disturbo misto

Ci sono periodi in cui riesci a controllare tutto e a mangiare pochissimo, e altri mesi in cui ti ritrovi a svuotare il frigorifero senza riuscire a fermarti. Salti da un comportamento all’altro, sentendoti confusa/o e senza una direzione, convinta/o che il tuo non sia un “vero” disturbo perché cambia continuamente faccia. Ma la sofferenza non ha bisogno di un’etichetta fissa per essere ascoltata.

Rompere il ciclo significa fermare questa altalena continua e trovare una stabilità che non dipenda da come è andata la giornata a tavola.

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“Non sono abbastanza grave”

“Sotto-soglia”

Ti capita di abbuffarti ma non tutti i giorni, oppure riduci le porzioni ma senza perdere troppo peso, e per questo pensi di non avere il diritto di chiedere aiuto o di parlarne con qualcuno. Ti ripeti che è solo un problema di forza di volontà e che in fondo c’è chi sta peggio di te, continuando a trascinarti un malessere che ti toglie il respiro. Non serve toccare il fondo per meritare di stare meglio.

Rompere il ciclo significa smettere di misurare il tuo dolore sulla bilancia e decidere che la tua serenità conta già adesso.

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Disturbi alimentari

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Da domani io non sgarro più

Binge Eating

Lo dici a te stessa/o la sera nel letto, con lo stomaco che fa male, gli incarti nascosti e il senso di colpa che non ti fa dormire. Ti addormenti sperando che il giorno dopo un inizio perfetto cancelli l’abbuffata di oggi, ma la fame che senti non si spegne con i divieti.

Rompere il ciclo significa smettere di rimandare a domani e trovare un modo diverso di stare bene oggi.

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“Ormai è andata”

Bulimia

Basta un morso fuori programma per decidere che la giornata è rovinata, che tanto vale mangiare tutto quello che trovi e poi correre in bagno, o chiuderti in palestra, a cancellare l’errore. Ma questa rincorsa continua consuma il tuo tempo, le tue energie e ti toglie il respiro.

Rompere il ciclo significa poterti finalmente fermare, senza dover più rimediare a niente.

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“La fame fa male solo all’inizio”

Anoressia

Quando lo stomaco vuoto e la leggerezza fisica diventano l’unica cosa che ti fa sentire al sicuro durante la giornata. Ti muovi continuamente e scarti gli inviti a cena per non perdere questo controllo, finché il pensiero del cibo non diventa un rumore fisso nella testa che ti isola da tutti.

Rompere il ciclo significa smettere di rimpicciolirti e ricominciare a vivere le tue giornate per intero.

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“Da domani raddoppio i macro e i carichi”

Vigoressia

Se salti un allenamento, se mangi fuori orario o se non rispetti la scheda al milligrammo ti senti subito gonfio, molle, come se avessi perso mesi di lavoro in un attimo. La tua giornata gira tutta intorno a contenitori di plastica, bilancini, scadenze dei pasti e ore passate a spingere in palestra anche quando il corpo ti chiede solo di riposare.

Rompere il ciclo significa smettere di usare gli allenamenti come una punizione e ridare spazio alla tua vita fuori dalla sala pesi.

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“Da domani ricomincio a mangiare clean”

Ortoressia

Passi le ore a leggere le etichette al supermercato, a controllare la provenienza di ogni ingrediente e a scartare tutto ciò che ritieni tossico, grasso o industriale. Quello che era nato come uno stile di vita sano è diventato una trappola che ti fa rifiutare un pranzo in famiglia, un’uscita con gli amici o un aperitivo per il terrore di contaminare il corpo. 

Rompere il ciclo significa liberare la mente dall’ossessione del piatto perfetto e tornare a sederti a tavola senza paura.

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“Se ne accorgeranno tutti”

Dismorfia

Non importa quante ore passi a controllarti nei vetri delle auto, a toccarti la pelle o a sistemarti i vestiti davanti allo specchio: ti vedi sempre enorme, asimmetrica o sbagliata. Esci di casa con l’ansia che gli occhi di chiunque siano puntati proprio su quella parte del corpo che odi e che cerchi disperatamente di coprire con abiti larghi.

Rompere il ciclo significa fare pace con l’immagine riflessa e smettere di nasconderti dal mondo.

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“Non dovrei mangiarlo, ma…”

Pica

Succede di nascosto, nella tua stanza, quando l’impulso di mandare giù qualcosa che cibo non è – come ghiaccio, carta, gesso o stoffa – diventa troppo forte per essere fermato. Subito dopo scattano la paura di esserti fatta/o del male e il bisogno di nascondere ogni traccia per la vergogna.

Rompere il ciclo significa buttare giù questo muro di segreti e poterne finalmente parlare con qualcuno.

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“Questa settimana digiuno, la prossima chissà.”

Disturbo misto

Ci sono periodi in cui riesci a controllare tutto e a mangiare pochissimo, e altri mesi in cui ti ritrovi a svuotare il frigorifero senza riuscire a fermarti. Salti da un comportamento all’altro, sentendoti confusa/o e senza una direzione, convinta/o che il tuo non sia un “vero” disturbo perché cambia continuamente faccia. Ma la sofferenza non ha bisogno di un’etichetta fissa per essere ascoltata.

Rompere il ciclo significa fermare questa altalena continua e trovare una stabilità che non dipenda da come è andata la giornata a tavola. 

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“Non sono abbastanza grave per chiedere aiuto”

Ti capita di abbuffarti ma non tutti i giorni, oppure riduci le porzioni ma senza perdere troppo peso, e per questo pensi di non avere il diritto di chiedere aiuto o di parlarne con qualcuno. Ti ripeti che è solo un problema di forza di volontà e che in fondo c’è chi sta peggio di te, continuando a trascinarti un malessere che ti toglie il respiro. Non serve toccare il fondo per meritare di stare meglio. 

Rompere il ciclo significa smettere di misurare il tuo dolore sulla bilancia e decidere che la tua serenità conta già adesso.

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Non devi toccare il fondo per meritare di stare meglio. E se senti di averlo già toccato, sappi che da qui si può risalire.

Non importa a che punto del ciclo ti trovi oggi: c’è un modo per fermare tutto questo.

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